Un messaggio da Lucio: Gli artisti sveglino questa città spenta



In questi giorni, a quattro anni dalla sua scomparsa, vogliamo ricordare Lucio Dalla, senza retorica e senza inutili polemiche su quello che la città di Bologna fa o non fa per ricordarlo, ma ponendo l'attenzione su quello che Lucio voleva fare per Bologna e sul messaggio che aveva lanciato poco prima di morire, scendendo direttamente in campo e dicendo la sua sulle politiche culturali dell'allora Assessore alla cultura.

"Gli artisti sveglino questa città spenta", con queste semplici, precise e inequivocabili parole, il nostro amico, sponsor e collaboratore gratuito Lucio Dalla, in qualità di ideatore e organizzatore della rassegna "Maledetti i poeti!", lanciava dal Teatro del Navile il suo messaggio alla città e agli artisti facendo tremare per qualche secondo la sedia dell'Assessore alla cultura.

Ben consapevole delle difficoltà economiche e organizzative degli artisti della città, Lucio scende in campo a sostegno del Teatro del Navile dichiarando la sua collaborazione gratuita, e quella di Marco Alemanno, al progetto "Maledetti i poeti", e non solo.

Era il maggio del 2011, ovvero il maggio dei poeti, o "poetimaggio", come insisteva Lucio per dare un titolo alla rassegna (poi con un colpo di mano proposi "Maledetti i poeti", il titolo che avevo scelto per il recital, già in programma, di Marco Alemanno). Ecco in quel maggio e di quel maggio poetico molte cose sono state dette e poche scritte, e credo che meritino una riflessione più approfondita.

Per Lucio il Teatro del Navile doveva diventare "il punto di partenza per tutte le grandi storie", il teatro doveva aprirsi alla città, con spettacoli e manifestazioni gratuite, e da lì a poco organizzammo, per la stagione 2011 - 2012, la rassegna VoxPoetica ideata da Marco Alemanno, con Mariangela Gualtieri, Milo De Angelis, Franco Loi. L'ultimo incontro della rassegna fu il 28 gennaio 2012 con la lettura de "La fine del Titanic" di Hans Magnus Henzensberger.

Di seguito pubblichiamo alcuni stralci dall'articolo di Lorella Borelli apparso su Il Resto del Carlino il 5 maggio 2011.

Padrino di lusso per la nuova rassegna dedicata a musica e poesia.

Gli artisti sveglino questa città spenta. Dalla benedice il coraggio del Navile.

La location, una cave nel cuore della città, gli ricorda il sotterraneo di via Rizzoli dove, quindicenne, suonava con gente come Chet Baker mentre tutto intorno la sua Bologna pulsava di vita e di stimoli. Sembra passato un secolo perché di quella culla-fucina di artisti, locali, input creativi è rimasto solo un vago ricordo, sbiadito nella stagnazione di un ambiente spento e immobile che però anche un teatro di ricerca e di formazione come il Navile può contribuire a scuotere " perché la spinta deve venire dalla città e dai suoi artisti". Ne è convinto Lucio Dalla che quel palco di via Marescalchi vorrebbe trasformare in un modello di corretto approccio al teatro.

“E’ già staordinario che qui le scale si scendano anziché salirle. Poi lo spazio ridotto e quasi nascosto favorisce l’esplosione da basso dei talenti. In più qui si genera quella fusione tra musica e parole che è essenziale per la treatralizzazione. Insomma può proprio diventare il centro di quella rinascita che istituzioni non distratte ma curiose dovrebbero favorire anche per formare il nuovo pubblico, quello dei giovani, che oggi manca. Miglior viatico e sponsor alla nuova rassegna di quattro titoli che Nino Campisi ha confezionato e riunito sotto il nome di uno di essi, Maledetti poeti, (il reading di Marco Alemanno )non poteva dunque esserci, accompagnato dall'ulteriore auspicio che frequentarlo diventi una buona e quotidiana abitudine. "Chi scrive poesie deve poter venire qua a leggerle, qui deve esserci il punto di partenza per tutte le grandi storie.”

Lorella Bolelli, Il Resto del Carlino, 5 maggio 2011

Rassegna Stampa

Lucio Dalla al Teatro del Navile

Lucio Dalla sul teatro del navile, i giovani e la scuola di teatro

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Image: Lucio Dalla in concerto, 29 giugno 1989 - © Marcello Di Benedetto