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Teatro del Navile
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07 feb 2021
In Archivio - Produzioni
Gli atti unici del grande autore russo Anton Cechov, sono stati rappresentati in tutto il mondo. Ispirati alla commedia francese e al genere del vaudeville, molto alla moda in Francia ai tempi di Cechov, scritti tra il 1884 e il 1891, gli atti unici di Cechov, e in generale tutte le sue straordinarie opere, sono stati fonte di ispirazione e di studio sia per gli attori che per gli scrittori di teatro. Tra i più conosciuti e studiati sono da ricordare "Il canto del cigno", commedia in atto unico (Лебединая песня), 1888; "L'orso", vaudeville in atto unico (Медведь), 1888; "Una domanda di matrimonio", vaudeville in atto unico (Предложение), 1888; "I danni del tabacco", monologo in atto unico (О вреде табака), nelle due versioni del 1886 e del 1889. "L’orso", in particolare, spicca per brillantezza ed effetto scenico portando all’esasperazione il conflitto tra uomo e donna. I personaggi, tratteggiati abilmente da Cechov nella loro complessità psicologia e caratteriale, vengono a trovarsi in situazioni assurde a causa delle proprie convinzioni e di imprescindibili questioni di principio, e, in preda a emozioni forti e contrastanti, passano senza neanche rendersene conto dall’odio all’amore e viceversa. I personaggi: Elena Ivanovna Popova, una vedova inconsolabile che da un anno ormai si è rinchiusa in casa a piangere il marito morto; Luka, un vecchio servitore che inutilmente cerca di distrarre la vedova dal lutto, e Grigorij Stephanovic Smirnov, ex tenente di artiglieria in congedo e proprietario terriero. La bella Elena Ivanovna Popova ha giurato che dopo la morte del marito resterà chiusa in casa, trasformata ormai in una specie monastero, e non vedrà più il mondo. La situazione si capovolge quando l'ex ufficiale di artiglieria Smirnov va dalla Popova a riscuotere delle cambiali. Il rifiuto di lei a pagare e la volontà di lui ad esigere quanto dovuto danno origine un dialogo concitato, che degenera in un duello fra la vedova e l'ex ufficiale. (...) Nino Campisi “Work in Progress” - Uno studio su “L'orso” di Anton Cechov, con gli allievi attori della Scuola di Teatro Laura Astarita, Silvia Strambi, Gaetano Maglio, Elisa Rosati. Aiuto regia Alessia Barrel, scrittura scenica, adattamento e regia di Nino Campisi.  Teatro del Navile 27 - 28 giugno 2019. Galleria Fotografica “L'orso” di Anton Cechov, Tommaso Grassano, Valentina Stoppani, Paola Codagnone, regia di Nino Campisi. Work in Progress, laboratorio di produzione della Scuola di Teatro diretta da Nino Campisi. Teatro del Navile, 8 giugno 2018. Foto di scena: Antar Corrado. Galleria Fotografica “La domanda di matrimonio”, un atto unico  di Anton Cechov con gli allievi attori della Scuola di Teatro, Carla Bacci, Cristiana Gualandi, Elena Pareschi, Lorenzo Romanazzi, Marina Tonelli. Aiuto regia Gabriel Campisi, regia di Nino Campisi. Teatro del Navile, 18 ottobre 2014. Una produzione Teatro del Navile - Scuola di Teatro. Galleria Fotografica “L’Orso” di Anton Cechov con gli allievi-attori della Scuola di Teatro: Elisa Sileo, Agnese Corsi, Francesco Di Nubila. Adattamento e regia di Nino Campisi. Teatro del Navile, 6 dicembre 2012. Galleria Fotografica Vent'anni in scena - 1998 - 2001 Vent'anni in scena 2002 - 2004
Gli atti unici di Anton Cechov content media
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Teatro del Navile
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31 dic 2020
In News
"Dimmelo con un testamento" è una selezione dei testamenti olografi raccolti da Salvatore De Matteis negli Archivi Notarili di Stato e liberamente tratta dai suoi libri "Essendo capace di intendere e di volere" (editore Sellerio), "Così deciso, così sia" (editore Aliberti), "In piena facoltà" e "Sia fatta la mia volontà" (editore Mondadori). Salvatore De Matteis, laureato in legge, pubblicista e scrittore, nato a Nola ma avellinese di adozione, già Direttore di Archivi notarili, ha raccolto e selezionato più di un secolo di testamenti olografi. In "Essendo capace di intendere e di volere" emergono voci solitarie, senza altra mediazione che non sia la scrittura segreta, che invocano una memoria che non ha altro appiglio se non l'estrema testimonianza di sé. In questi testamenti ritroviamo passioni ed emozioni, riconoscenza, odio, risentimento; oppure canti d'amore per la vita, l'umanità, il cosmo; o banali, inattendibili disposizioni. Il loro tempo è una superflua eternità. In "Sia fatta la mia volontà", pubblicato da Mondadori nel 2011, Salvatore De Matteis ci spiega che in Italia la "legittima" è dovuta anche ai coniugi infedeli o ai figli spendaccioni e parassiti. Che non esiste la possibilità di diseredare i discendenti, eccezion fatta per alcuni casi molto molto gravi (quindi la famosa frase "Ti diseredo!" è limitata ai romanzi, ma non è applicabile alla vita reale). Che il de cuius non è un nobile partenopeo, bensì colui che, lasciando questa terra, ha patrimonio da spartire e decide come farlo. E si scopre che chiunque può chiedere di poter leggere le ultime volontà di chiunque, compresi re, miliardari e papi, per verificare la possibilità di essere l'erede di un ricco magnate del petrolio o il legatario di un principe: è successo già e perché non potrebbe toccare a noi? In "Così deciso, così sia. Ultime volontà di uomini illustri", pubblicato da Aliberti nel 2009, lo scrittore ha inoltre raccolto i testamenti di re, papi e condottieri, poeti e narratori, scienziati e attori, da Pirandello, a Garibaldi, da Cavour a Franceschiello di Borbone. A chi hanno lasciato i loro soldi i papi Leone III e Giovanni XXIII? E Gianni Agnelli? Come avrà diviso il suo patrimonio? Le legittime curiosità vengono puntualmente soddisfatte dalla pubblicazione integrale dei documenti opportunamente commentati dall'autore che oltre agli aspetti patrimoniali dei testamenti tratta della loro dimensione umana. "In piena facoltà...", pubblicato da Mondadori nel 2006, tratta invece di tradimenti, denari e vendette: tutto quello che la gente scrive nei testamenti, passioni e confessioni. "Ci sono parole che lasciano il segno, - ricorda De Matteis - , come quelle della giovane donna che, di lì a poco, morirà di un male incurabile, o quelle di un ragazzo suicida, o l'inaspettata confessione di un duplice omicidio. Su tutto domina una costante proiezione nel futuro che altro non è che la speranza di tornare a nuova vita, seppur con qualche incertezza («Ma allora, che moriamo a fare?» si chiede un signore): non c'è altra ragione per sgolarsi, far recitare messe («tredici dovrebbero bastare, ma forse è meglio 25»), annotare scrupolose raccomandazioni. O per chiedere, con nostalgia, «un loculo con vista mare»." "Essendo capace di intendere e di volere" è il primo libro di Salvatore De Matteis, pubblicato nel 1992 da Sellerio. "Spiragli aperti per l'eternità sull'animo di chi li ha scritti"- dice Salvatore De Matteis presentando la sua prima raccolta di testamenti olografi scritti "di proprio pugno personale" divisi in sezioni e per argomento. Voci solitarie che invocano la memoria di una vita "senza altra mediazione che non sia la scrittura segreta", e la testimonianza di sé tra riconoscenza, risentimento e odio, ma essenzialmente, si tratta di veri e propri canti d'amore per la vita e l'umanità, con la consapevolezza che "il loro tempo è una superflua eternità". Nino Campisi Dimmelo con un testamento di Salvatore De Matteis, con Vincenzo Bonicelli Della Vite, Alessandro Fanti, Giancarlo Giudice, Gaetano Maglio, Sara Nanetti. Adattamento testi e scrittura scenica di Valentina Neri. Regia di Nino Campisi. Già in programmazione al Teatro del Navile nell'ambito della rassegna "Caffè letterario" per sabato 31 ottobre 2020, lo spettacolo rimandato a nuova data da definirsi. Galleria Fotografica
Dimmelo con un testamento. I testamenti olografi raccolti da Salvatore De Matteis. content media
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31 dic 2020
In Archivio - Produzioni
Leggii Rossi e Teatro del Navile presentano Destinatario sconosciuto di Katherine Kressmann Taylor con una lettura di testi di Bertolt Brecht, con Gioia Cacciari, Raffaella Danielli, Romano Danielli, alla chitarra Sergio Marino. Animazioni: Grazia Punginelli, Marco Jaboli, William Melloni, Mattia Zecchi, assistenza tecnica audio: Alver Albertazzi, Vanni Perra, adattamento e regia di Romano Danielli. Una produzione Teatro del Navile - Stagione 2015-2016. "Romano Danielli ritorna al Teatro del Navile con “Destinatario Sconosciuto”, il grande successo letterario di Katherine Kressmann Taylor, adattato in una drammaturgia originale che comprende alcune letture scelte di Bertolt Brecht e le animazioni delle sue creazioni di teatro di figura." "Il grande attore bolognese, fondatore della compagnia i “Cumediant Bulgnîs”, riconosciuto a livello internazionale come uno dei più importanti maestri del teatro di figura, affiancato dalle attrici Gioia Cacciari e Raffaella Danielli, e dal musicista Sergio Marino, presenta le sue creazioni e figurazioni artistiche originali create appositamente per questo spettacolo, animate in scena da Grazia Punginelli, Marco Jaboli, William Melloni e Mattia Zecchi. Lo spettacolo di Romano Danielli fa espressamente riferimento al teatro epico di Brecht sia nello stile recitativo che nell’utilizzo di materiali scenici della tradizione del teatro di figura." Il romanzo “Destinatario Sconosciuto” di Katherine Kressmann Taylor (1993-1997), giornalista americana di origine tedesca, fu pubblicato sul numero di settembre – ottobre 1938 della rivista Story. Il romanzo racconta del carteggio di due soci in affari di una Galleria d’Arte a San Francisco, Martin Schulse, tedesco, (rientrato in Germania nel 1932 per aprire una seconda Galleria) e Max Eisenstein, ebreo americano. Nella corrispondenza tra i due amici e soci si inseriscono i tragici avvenimenti che portarono all’emanazione delle leggi razziali dopo l’ascesa al potere di Hitler nel 1933. Dato ufficialmente alle stampe come libro nel 1939, mentre Hitler stava per invadere la Polonia, fu subito un grande successo letterario.  Il romanzo, scritto sotto forma di un carteggio epistolare che abbraccia gli anni dal 1932 al 1934, ebbe il pregio di mettere in evidenza, fin dall’inizio, i pericoli dell’insorgente nazismo e di aprire gli occhi agli increduli americani con un sorprendente racconto che anticipava gli orrori della Shoah.  Al successo letterario segui nel 1944 il successo cinematografico con l’omonimo film diretto da William Cameron Menzies. Quando, dopo un lungo silenzio, nel 1995 la rivista “Story” ripubblica il romanzo per celebrare il 50º anniversario della liberazione dei campi di concentramento nazisti, riesplode il successo. Tradotto in 20 lingue, con la versione francese che arriva a vendere 600.000 copie, viene pubblicato in Germania solo nel 2001. In Israele l'edizione ebraica diventa un best-seller e il romanzo viene adattato nel 2002 per il palcoscenico. Lo spettacolo viene rappresentato ogni anno, e la versione televisiva viene trasmessa il 27 gennaio nel “Giorno della Memoria. Nel  2004 è andato in scena al Teatro Promenade di New York. Nelle foto: Gioia Cacciari - Romano Danielli Lo spettacolo è andato in scena sabato 16 e domenica 17 aprile 2016 al Teatro del Navile. Galleria Fotografica Stagione 2015-2016
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09 dic 2020
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TENERA ESTINZIONE di Maurizio Corrado. Con Ana Bisbal, Camilla Cordelli, Chiara Angelini. Una produzione Teatro del Navile - Compagnia Teatro Studio - Scuola di Teatro diretta da Nino Campisi. Giovedì 17 dicembre, alle ore 20.30, prima assoluta del Radiodramma in diretta streaming sul sito del Teatro del Navile con registrazione gratuita: https://www.teatrodelnavile.org/streaming Il mondo è finito da due settimane, due sorelle si ritrovano su di una collina, fra ricordi di bambine e un presente improvvisamente crollato. Una voce parla ad una delle due, rivelandole che gli umani si stanno ormai estinguendo. Arriva una terza ragazza che sembra non accorgersi di nulla, ma scopriremo che ognuna ha qualcosa da raccontare su quella strana fine del mondo. Scritto alla fine del 2019 e rivelatosi purtroppo profetico, causa covid ha subito il fermo delle prove che sono continuate on line fino a trasformalo in un radiodramma, preceduto da una specifica: 2075. Dispositivo di controllo 18, nastro 327. Colline della pianura padana.
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01 dic 2020
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VENT'ANNI IN SCENA - FESTIVAL ON LINE DEL TEATRO DEL NAVILE “La morsa”, un atto unico di Luigi Pirandello con Simona Ortolani, Fabio Garau, Leonardo Galotto, Agnese Corsi costumi a cura di Milena Cortelli, regia di Nino Campisi Una produzione Teatro del Navile - Compagnia Teatro Studio - Scuola di Teatro Nino Campisi Guarda o scarica lo spettacolo in Teatro On Line Nell’ambito del laboratorio “Pirandello è il Novecento” Il Teatro del Navile presenta “La morsa”, un atto unico di Luigi Pirandello che ha come filo conduttore un tema assai caro all’autore agrigentino, quello della condizione della donna. Giulia, donna appassionata e adultera, scoperta nel suo tradimento viene stretta dal marito in una morsa di allusioni e di accuse fino alla confessione. Nel dialogo con Giulia, il marito, Andrea, finge dapprima di non essersi accorto di nulla, ma poi incalzandola con velate allusioni le rivela di avere scoperto il tradimento. Sopraffatta dalle evidenze, oramai incapace di difendersi dalle accuse del marito, Giulia crolla e ammettendo il tradimento, rimane sola, abbandonata anche da Antonio, l’amante vigliacco. Cacciata di casa, senza neanche poter rivedere i figli per l'ultima volta, Giulia viene spinta al suicido dal marito. Mentre echeggia ancora il colpo di pistola con cui Giulia si toglie la vita, Andrea rivolto ad Antonio, dirà: «Tu l'hai uccisa!». Nel corso della stagione 2012-2013 Il Teatro del Navile ha incentrato la sua ricerca artistica su alcune opere di Luigi Pirandello prodotte e presentate nell'ambito della rassegna Pirandello è il Novecento. Teatro On Line Adotta anche tu il Teatro del Navile! Fai una donazione e iscriviti al nostro canale video per contribuire alla rinascita del teatro! Iscrivendoti al nostro sito e abbonandoti al canale entri a far parte della nostra Community Amici del Teatro del Navile 1° INVIA IL TUO CONTRIBUTO Invia il tuo contributo direttamente sul conto corrente del Teatro del Navile ​ Associazione Culturale Compagnia Teatro del Navile Via Marescalchi 2/b, 40123 Bologna UNICREDIT BANCA C/C N° 000003038166 ​ IBAN: IT42M0200802430000003038166 2° INFORMACI DELLA TUA DONAZIONE Comunicaci l'avvenuto bonifico e l'importo della donazione Riceverai la password per usufruire dei nostri servizi online VAI ALLA PAGINA DONAZIONI
Pirandello è il Novecento - La morsa content media
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02 feb 2019
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La rassegna per cantautori “Bologna, una città per cantare”, al Teatro del Navile di Bologna, diretto da Nino Campisi, presenta quindici musicisti selezionati da Marcello Romeo, Direttore Artistico della manifestazione. di Silvia Spadon (Musicultura online, 18 marzo 2018) Sabato 24 marzo, alle ore 21, Marcello Romeo presenta insieme ad Alessia Dallò la rassegna per cantautori “Bologna, una città per cantare”, che già da tempo arricchisce la programmazione musicale del Teatro del Navile di Bologna diretto da Nino Campisi. Quindici cantautori emergenti selezionati da Marcello Romeo, che è anche Direttore Artistico della manifestazione, si esibiranno sul palco del Teatro del Navile di fronte a una giuria qualificata formata da giornalisti, conduttori TV e organizzatori di eventi musicali che esprimerà un giudizio di qualità sulla peculiarità che contraddistingue ogni artista. Nel corso della serata si esibiranno: Stenya (Belluno) Gedrizz & Mary Blue (Bologna), Micol (Reggio Emilia), Pausa Caffè (Torino), Betty Rose (Cesena), 4 Seasons (Rimini), Samy (Brescia), Umberto Sansovini (Roma), Jenni Gandolfi (Mantova), Mattia Bonetti (Carrara), Francesco Mussoni (Rimini), Andrea Zacchi (C.S. Pietro Terme), Federico Ossani (Faenza), Silvia Palazzini (Rimini), Davide Pagnini (Pesaro). Ospiti della rassegna musicale saranno Dona, che in anteprima presenterà il suo nuovo singolo dal titolo “Gatto” ed un omaggio chitarra e voce al suo Amico Pino Daniele, e la giovane e talentuosa cantante bolognese Chiara Bincoletto dalla sua voce inconfondibile. “Bologna, una città per cantare”, è una rassegna a carattere non competitivo che nasce nell’ambito del progetto Musica in Teatro con l’obiettivo di presentare i cantautori scelti dalla direzione artistica a un pubblico selezionato e a una platea composta da artisti, giornalisti e discografici. Marcello Romeo, cantautore e direttore artistico della rassegna, collabora con il Teatro del Navile dal gennaio del 2015. È ideatore e conduttore dei format musicali “Le canzoni sussurrate”, “Voxyl Voice Festival”, “Le note del cuore” e del format “Cuore di Vinile”. Silvia Spadon
Bologna, una città per cantare (R.S.) content media
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10 feb 2018
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Chiara Bincoletto ritorna al Teatro del Navile nell'ambito del Format "Cuore di Vinile". Una grande interprete con una vocalità eccezionale in grado di spaziare dal jazz al blues. Chiara ha 17 anni e un grande talento unito a una naturale spettacolarità. E' la vera mascotte di Cuore di Vinile, e ha un grande futuro artistico che l'attende. Qui possiamo ascoltarla in una delle sue ultime esibizioni al Teatro del Navile il 28 ottobre 2017. Il video è di Daniela Guerra. Sabato 10 febbraio ore 21  Musica In Teatro                                                                             Cuore di Vinile Un format di Musica in Teatro  Prenotazioni
Un Cuore di Vinile con Chiara Bincoletto  content media
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03 feb 2018
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Pubblichiamo un intervento del professor Giuseppe Liotta, docente del Laboratorio di scrittura drammaturgica della Scuola di Teatro. Alcune osservazioni prima di cominciare Scrivere è superare se stessi. Scrivere un testo teatrale, o meglio, una composizione drammatica (per tutto quanto di affine essa ha con la partitura musicale), è prima d’ogni altra cosa un gesto creativo (fisico e mentale) che cancella, o sospende, per miliardi di attimi, le conoscenze fino a quel momento acquisite per cominciare a costruire, a inventare, una trama che prima non c’era ma che nel corso della scrittura si riprende quasi per intero ciò che gli è già appartenuto. Il problema con l’inizio della modernità, dal ‘500  ad oggi, almeno per il teatro, rimane sempre quello di dare nuove forme a vecchi contenuti: una continua lotta alle convenzioni (comprese quelle generate dalle “avanguardie”) per l’affermazione di altre modalità di rappresentazione e di spettacolo, per vivere, in diretta,  la propria contemporaneità. E’ un ritorno delle origini, delle emozioni primordiali che ci hanno portato ad un hic et nunc individuale, speciale, destinato a trovare nutrimento nel passato e nello stesso tempo pronto ad anticipare il futuro. Un recupero vorticoso di affettività nascoste, dimenticate, di conoscenze (persone e cose) che affiorano prepotenti in maniera involontaria da una memoria imperfetta, riverente, oscena  pronte a generare inedite e sorprendenti realtà sceniche, linguistiche e performative, di particolare energia e dense di innovazioni tematiche e tecniche. La memoria Senza un richiamo al passato, divenuto memoria individuale e collettiva, il teatro probabilmente non sarebbe mai nato. Lo sapevano bene i tragici greci che attingevano a storie  lontane, a personaggi reali e immaginari per scrivere le loro opere, ridare corpo e voce, intelletto ed anima a fatti e situazioni perduti nel tempo. A loro volta, anche i personaggi partecipavano a questo itinerario a ritroso per interrogarsi, attraverso le parole del poeta, sulle proprie azioni, le pulsioni intime, inviolate, che li avevano inchiodati nella condizione di miti inamovibili, senza possibilità di riscatto, per scoprirsi invece mutevoli, umani, devastati dal loro passato ma restituiti indenni ad un inesplorato futuro. Senza questa complicità fra autori e personaggi a ricostruire un nuovo intreccio, e una più diversa trama dei fili della memoria, il teatro perderebbe la sua essenza primaria che è quella di rendere vere e credibili vicende finte, irreali. Nel teatro ogni cosa nasce per il “presente” specifico ed esclusivo della scena e va a determinare il tempo del dramma unito a quello dell’azione: un presente in continuo divenire che appare e sparisce nel momento del suo stesso accadere e che della storia originaria ne propone soltanto una ipotesi, una frantumazione o un incompleto riflesso. Spazio e tempo Sono due nozioni teatrali che, dal punto di vista teorico, non riguardano né la “misura” né la “durata” della rappresentazione ma il suo versante espressivo; nello stesso spazio (che muta rispetto al punto di vista dello spettatore) convivono due tempi: il tempo dentro la rappresentazione e il tempo della rappresentazione; uno interno, l’altro esterno. Quando questi due atti temporali coincidono abbiamo, a mio avviso, lo spettacolo perfetto. Persona vs Personaggio Lo statuto dei personaggi teatrali è per sua natura malfermo, incerto, evanescente; le parole che essi pronunciano, le opinioni che esprimono, perfino alcune stesse frasi (“qui si soffoca”) le ritroviamo spesso ripetute in altre epoche, in altri luoghi come se, paradossalmente, appartenessero ad un unico serbatoio linguistico a cui potere attingere, e di conseguenza i “personaggi” potessero essere tutti uguali, seppure appartenenti a diverse “tipologie drammatiche”. La differenza viene data principalmente dal “contesto” in cui gli eventi avvengono. In realtà è proprio questa “ripetizione”, questa permanenza del lessico a dare alla “forma drammatica” il suo riconoscimento, la proprietà di testo infinito. Ma non c’è teatro senza teatralità. Che cosa è la teatralità? si interroga R. Barthes: “…è il teatro meno il testo, è uno spessore disegni e di sensazioni che prende corpo sulla scena a partire dall’argomento scritto, è quella specie di percezione ecumenica degli artifici sensuali, gesti, toni, distanze, sostanze, luci che sommerge il testo con la pienezza del suo linguaggio esteriore. Naturalmente la teatralità deve essere presente sin dal primo germe scritto di un’opera; è un fatto di creazione, non di realizzazione”. (R. Barthes, Saggi critici, Einaudi, Torino, 2002, pag.5). A questo punto il Personaggio cede il posto alla Persona, cioè all’Attore, che partendo da se stesso trova le vie per farlo rinascere ancora un’altra volta e restituircelo più umano dell’umano, più vero del vero, con i tratti di un carattere che all’inizio era soltanto suo mentre adesso è iscritto in entrambi, ma appartiene all’attore che lo agisce in scena come deve (partendo dalle indicazioni del Regista), come può a seconda del suo stile, della sua bravura di comédien. Possedere un personaggio vuole dire esserne posseduti. Nel lavoro dell’attore il momento creativo e quello esecutivo sono intimamente uniti: si tratta di un processo vivo, fatto di etica e di sensibilità, dove l’attore crea anche senza stare in scena. L’Attore nomina il Personaggio, il Personaggio invoca l’Attore: la recita è dunque l’incontro sempre possibile fra due entità che si riconoscono nello spazio astratto della Scena per diventare realtà fittizie, di breve durata, ma limpide, luminose, concrete, in un luogo fisico, tangibile, fortemente esplicito. Un poco che evoca un tutto, attraverso un’azione che consiste nell’intervallo di movimento che passa per raggiungere un punto dello spazio scenico. Niente è neutro, distante, oggettivo; tutto è individuale, accade dentro di noi: i fatti sono il riflesso materiale delle nostre pulsioni, le situazioni (la maniera in cui gli episodi vengono ricomposti) diventano le immagini proiettate del nostro desiderio: una istanza nello stesso tempo di vita e di morte. Nessun contenuto primario. L’opera teatrale, come l’arte visiva, è fatalmente il risultato di un manque, di una amputazione, di una sofferenza irredimibile. Nessuna forma drammaturgica è per sempre: ogni rappresentazione rinvia all’anomia di un testo e non lo completa mai. La voce e l’immagine sono le uniche cose certe dell’espressione scenica, la visione e l’ascolto che si manifestano nel loro divenire.    La parola-fase Il teatro è paradossalmente il luogo della comunicazione interdetta: le parole che si dicono, i gesti che si compiono nella realtà scenica vanno proprio nella direzione opposta all’interlocuzione diretta, alla riflessione trasmissibile, rimbalzano su chi le pronuncia, anche nel caso del “monologo interiore”, o del “flusso di coscienza”, non esiste un destinatario privilegiato. Nel teatro agisce una “seconda lingua” che non è mai quella del linguaggio parlato, in scena non si parla come nella vita, le parole non stanno ad indicare “le cose”, non veicolano significati, sono soprattutto “segni”, fonemi, lemmi che nel nuovo sistema linguistico producono continue variazioni di senso, perfino di contenuto, fino a testimoniare, esse stesse, della loro inaffidabilità logica,teoretica e concettuale, tesi  invece come sono all’acquisizione, di valori espressivi musicali (l’orecchio teatrale) e prossemica, , e di una tecnica di arresto che non appartiene più al sistema della prosa, ma alla forma della poesia. E’ l’affermazione della parola-fase, osmotica, onomatopeica, tracimante, trascinante che è data dall’intervallo di tempo che passa da un sintagma (insiemi di parole) all’altro, scandito da un ritmo narrativo (la sequenza delle varie battute) fatto di cesure, interpunzioni, incisi, epifanie improvvise nella composizione dei dialoghi e dei monologhi, sottrazioni e aggiunte di sensazioni, emozioni, nuovi sentimenti determinati dall’atto materiale di una scrittura drammaturgica che si proietta sulla scena. Sillaba che genera parola, frase, periodo, discorso… Giuseppe Liotta (tratto da "Le parole per non dire")
Giuseppe Liotta - Le parole per non dire content media
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Redazione
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02 feb 2018
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Per celebrare i 20 anni dalla fondazione, Domenico Lannutti, già allievo di Nino Campisi, diplomato alla Scuola di Teatro nel 1999, ritorna a calcare le scene del Teatro del Navile con "RidiAMO", il suo ultimo lavoro intriso di comicità, magia, poesia e follia. Qui possiamo apprezzarlo come protagonista assoluto di "Buongiorno" (Bekafilms), il cortometraggio più premiato della storia del cinema italiano. Tra i suoi spettacoli comici che hanno debuttato in prima assoluta al Teatro del Navile ricordiamo "Quando non c’è più scampo ci mangiamo la seppia!" e   "Niente è permanente! (Come dice sempre il mio parrucchiere)". Negli ultimi anni è stato in tour insieme a Gaby Corbo con "All’inCirco Varietà". Ed ora è la volta di "RidiAMO". Sabato 3 febbraio alle ore 21 Domenico Lannutti in "RidiAMO"
Buongiorno con Domenico Lannutti content media
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Teatro del Navile
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20 ott 2017
In Archivio - Produzioni
Il Teatro Ecologico Teatro del Navile - Compagnia Teatro Studio presentano Il Reticolo di Hartmann (ovvero L’oro di Valendino) di Maurizio Corrado con Ana Bisbal, Camilla Cordelli, Maurizio Corrado, Alessandro Fanti,  Elena Pareschi, Gian Maria Ponzetti. Regia di Nino Campisi. Teatro del Navile, ​20 - 21 ottobre 2017 Galleria Fotografica Teatro del Navile, ​27 ottobre 2018 Galleria Fotografica
Il Reticolo di Hartmann content media
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Teatro del Navile
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19 ott 2017
In News
Nel corso della Stagione 2017-2018 la Compagnia Teatro Studio e la Scuola di Teatro riconfermano la vocazione a un teatro di formazione con sei nuove edizioni di opere teatrali con la regia di Nino Campisi che fanno ormai parte della storia ventennale del Teatro del Navile. Ad aprire la stagione il 20 e 21 ottobre sarà infatti Il Reticolo di Hartmann (ovvero L’oro di Valendino) di Maurizio Corrado, architetto, docente, scrittore e saggista cresciuto come autore e attore nella frequentazione costante del Teatro del Navile, terreno privilegiato per la messa in scena delle nove scritture teatrali prodotte dal ’94 a oggi, dove si teorizza il Teatro Ecologico. A seguire Prévert a Parigi (il 15 dicembre) una scrittura scenica di Nino Campisi con la partecipazione degli allievi del primo anno di corso della Scuola di Teatro. Per la celebrazione dei Vent’anni in scena ritorna a Bologna dal 2 al 4 marzo l’autore francese Jean-Paul Alègre, per assistere alla nuova edizione del suo testo Luci e ombre della ribalta (La ballade des planches), che per l’occasione terrà due conferenze affiancato dal critico e drammaturgo Giuseppe Liotta. Una novità in prima assoluta è il nuovo testo di Renato Barilli, Verlaine e Rimbaud ai ferri corti. Quel pasticciaccio brutto di rue de Brasseurs. Bruxelles, luglio 1873, che sarà presentato dal 20 al 22 aprile. Infine, con la ripresa del Laboratorio “Il Teatro di Harold Pinter”, Nino Campisi riporta in scena due sue storiche regie pinteriane: I nani (il 4 e 5 maggio) e Un leggero malessere (il 18 e 19 maggio). Alle produzioni teatrali si affiancano due importanti progetti didattici: il Laboratorio di Scrittura Drammaturgica condotto da Giuseppe Liotta (docente del Dams di Bologna, critico teatrale e cinematografico, drammaturgo e regista) che si svolgerà nel mese di febbraio 2018 all’interno della Scuola di teatro diretta da Nino Campisi; e il ciclo di incontri con Renato Barilli “Quattro conversazioni sulla narrativa occidentale tra fine Ottocento e primo Novecento.” A rendere omaggio al Teatro del Navile per i vent’anni dalla fondazione ci saranno alcuni ex allievi di Nino Campisi, tra cui Domenico Lannutti, attore, comico, mago, insegnante, autore, regista, formatore e dottore in economia e commercio, che come da tradizione ventennale, presenta in prima assoluta il suo nuovo spettacolo comico “RidiAmo”; Paolo Piermattei, storico collaboratore di Lucio Dalla, autore che cura colonna sonora di Opera-Opera di Gregorio Scalise, premio Mondello 2009, il 16 e 17 dicembre; Maurizio Tonelli, regista e attore, con il prestigioso lavoro Copenaghen di Michael Frayn, messo in scena con la Modesta Compagnia dell’Arte (il 2 febbraio) ; e il regista e formatore Luca Ghelfi che con La Compagnia Teatrale Monoval di Carpi presenta Les enfants terribles di Jean Cocteau (il 28 maggio).
Teatro e drammaturgia: per un teatro di formazione content media
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Redazione
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12 ott 2017
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La nuova stagione del Teatro del Navile - Spazio Arte di Bologna celebra i vent'anni dalla fondazione con un cartellone di 33 eventi di teatro, musica e poesia. Teatro e drammaturgia: per un teatro di formazione. Nel corso della Stagione la Compagnia Teatro Studio e la Scuola di Teatro riconfermano la vocazione a un teatro di formazione con sei nuove edizioni di opere teatrali con la regia di Nino Campisi che fanno ormai parte della storia ventennale del Teatro del Navile. Ad aprire la stagione il 20 e 21 ottobre sarà infatti Il Reticolo di Hartmann (ovvero L’oro di Valendino) di Maurizio Corrado, architetto, docente, scrittore e saggista cresciuto come autore e attore nella frequentazione costante del Teatro del Navile, terreno privilegiato per la messa in scena delle nove scritture teatrali prodotte dal ’94 a oggi, dove si teorizza il Teatro Ecologico. A seguire Prévert a Parigi (il 15 dicembre) una scrittura scenica di Nino Campisi con la partecipazione degli allievi del primo anno di corso della Scuola di Teatro. Per la celebrazione dei Vent’anni in scena ritorna a Bologna dal 2 al 4 marzo l’autore francese Jean-Paul Alègre, per assistere alla nuova edizione del suo testo Luci e ombre della ribalta (La ballade des planches), che per l’occasione terrà due conferenze affiancato dal critico e drammaturgo Giuseppe Liotta. Una novità in prima assoluta è il nuovo testo di Renato Barilli, Verlaine e Rimbaud ai ferri corti. Quel pasticciaccio brutto di rue de Brasseurs. Bruxelles, luglio 1873, che sarà presentato dal 20 al 22 aprile. Infine, con la ripresa del Laboratorio “Il Teatro di Harold Pinter”, Nino Campisi riporta in scena due sue storiche regie pinteriane: I nani (il 4 e 5 maggio) e Un leggero malessere (il 18 e 19 maggio). Alle produzioni teatrali si affiancano due importanti progetti didattici: il Laboratorio di Scrittura Drammaturgica condotto da Giuseppe Liotta (docente del Dams di Bologna, critico teatrale e cinematografico, drammaturgo e regista) che si svolgerà nel mese di febbraio 2018 all’interno della Scuola di teatro diretta da Nino Campisi; e il ciclo di incontri con Renato Barilli “Quattro conversazioni sulla narrativa occidentale tra fine Ottocento e primo Novecento.” A rendere omaggio al Teatro del Navile per i vent’anni dalla fondazione ci saranno alcuni ex allievi di Nino Campisi, tra cui Domenico Lannutti, attore, comico, mago, insegnante, autore, regista, formatore e dottore in economia e commercio, che come da tradizione ventennale, presenta in prima assoluta il suo nuovo spettacolo comico “RidiAmo”; Paolo Piermattei, storico collaboratore di Lucio Dalla, autore della colonna sonora di Opera-Opera di Gregorio Scalise, premio Mondello 2009, il 16 e 17 dicembre; Maurizio Tonelli, regista e attore, con il prestigioso lavoro Copenaghen di Michael Frayn, messo in scena con la Modesta Compagnia dell’Arte (il 2 febbraio) ; e il regista e formatore Luca Ghelfi che con La Compagnia Teatrale Monoval di Carpi presenta Les enfant terrible di Jean Cocteau (il 28 maggio). Tra gli ospiti presenti nella a sezione Teatro e Drammaturgia, Riccardo Paccosi con l’Agenzia Dugongo presenta CosmoComiche, affiancato in scena da Anna Schmitz e Laura Spimpolo, ex allieva della Scuola di Teatro di Nino Campisi, (il 4 e 5 novembre) e con Il ratto d’Europa, una conferenza-spettacolo per arpa e attore con musiche di Andrea Seki; Bruno Nataloni, già animatore, vent’anni or sono, delle Comiche Domeniche al Teatro del Navile con la Compagnia degli Gnorri (fondata da Natalino Balasso insieme a Domenico Lannutti, Rita Pelusio, Corrado Nuzzo e Maria Di Biase), che presenta l’11 novembre il suo cabaret mistico Effatà! (Vangelo di un comico); Massimo Manini, autore, attore e regista, già Docente di Movimento e Presenza Scenica al Teatro del Navile, con L'affaire Mortara (Il piccolo bambino ebreo) che sarà presentato nel giorno della memoria il 27 gennaio. E ancora il gradito ritorno di Luigi Monfredini, scrittore, attore e regista con un suo nuovo lavoro ispirato ai promessi sposi di Manzoni, Quel Como nel ramo del lago con Gioia Cacciari e Alessandro Pilloni ( il 25 e 26 novembre) e di Francesca Rossi con B.06. “Mio Sangue!”, lo sguardo mancato (il 17 e 18 marzo). Musica in Teatro. La rassegna Musica in Teatro, che anima ogni anno la stagione musicale del Teatro del Navile, porta in scena molti giovani cantautori, con l’obiettivo di movimentare il panorama musicale della città. In occasione dei vent’anni del Teatro del Navile, la Pressing Line, la storica etichetta musicale di Lucio Dalla, presenta due importanti eventi musicali: un concerto live per celebrare la ricorrenza dei quarant’anni dall’uscita di “Come è profondo il mare”, con le otto tracce dell’album interpretate dal vivo da giovani cantautori alla presenza di importanti ospiti che racconteranno le ambientazioni musicali, le tematiche e le suggestioni poetiche dell’opera; e Discovering Dalla / Live con cantautori e interpreti selezionati che saranno i protagonisti di un live, primo di una serie di eventi organizzati dalla Pressing per dare spazio e visibilità a nuovi artisti in continuità con il lavoro di scoperta di nuovi talenti da sempre perseguito da Lucio. Saranno ancora tre cantautori, Marco Belluzzo, Gian Luca Naldi e Marcello Romeo, ognuno con il proprio stile, a condurre il format Cuore di vinile, affiancati da Federico Aicardi, con 6 appuntamenti a cadenza mensile. Tra gli ospiti Manuel Auteri e Chiara Bincoletto, Elisa Genghini e Pietro Verna, Mirko Porrà, Luca Bonacchi e Davide Pagnini, i Tequila Sunrise e Jenny Gandolfi. Franz Campi ritorna con tre puntate di Canta che ti passa, la seduta collettiva anti stress con pubblico cantante, e con due nuove proposte Confessioni di un misogino pentito (il 24 febbraio) e Una fisarmonica di parole con Alessandro Zacheo alla fisarmonica e Nino Campisi voce recitante (il 14 aprile). Un prestigioso lavoro sulla poesia di Gregorio Scalise, Opera-Opera (premio Mondello 2009) , già inserito nel maggio del 2011 da Lucio Dalla nella rassegna Maledetti i poeti!, viene ripreso da Nino Campisi e Paolo Piermattei, presente in rassegna anche con il suo spettacolo di canzoni e immagini Cieli Suburbani con Nino Campisi voce recitante. In rassegna anche Gerardo Balestrieri, con Canzoni nascoste ( il 18 novembre), e Cristian Grassilli, cantautore bolognese, vincitore del premio Imaie, XIX edizione del Musicultura Festival, con il brano “Sotto i portici di Bologna”, con un suo concerto il 17 febbraio e il 27 aprile con il progetto Psicantria (Psicopatologia cantata) in collaborazione con Gaspare Palmieri. Spazio Arte. Nell’ambito della Stagione 2017 - 2018 lo Spazio Arte presenta nel foyer del Teatro mostre che affiancheranno gli spettacoli in cartellone. La programmazione dello Spazio Arte sarà curata dall’artista Totò Cariello, direttore di Millenium Gallery e Presidente del Circolo Arci alle Rive del Reno con cui il Teatro del Navile collabora fin dalla fondazione. Lo Spazio Arte viene inaugurato il 21 ottobre alle ore 18 con la prestigiosa mostra di Renato Barilli, “Visti da vicino. Quindici ritratti e un autoritratto”. (Nella foto di repertorio: Nino Campisi ne "Il compleanno" di Harold Pinter, 1999) TEATRO DEL NAVILE - SPAZIO ARTE STAGIONE TEATRALE 2017-2018 in collaborazione con Circolo Arci Alle Rive del Reno - Millenium Gallery Circolo Giovanni XXIII° Programma cronologico Prenotazioni Iscrizioni alla mailing list Mappa Dove siamo e come raggiungerci
Vent'anni in scena - La nuova stagione del Teatro del Navile content media
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Teatro del Navile
Redazione
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30 set 2017
In News
Nell’ambito della stagione teatrale 2017-2018, il Teatro del Navile - Spazio Arte celebra i vent’anni dalla fondazione. Correva l’anno 1998 quando Nino Campisi e Lucio Dalla, in una pubblica conferenza stampa, annunciarono l’apertura di un nuovo spazio teatrale a Bologna dedicato alla formazione dei giovani talenti. Sono passati vent’anni dalla prima stagione teatrale e da allora il Teatro del Navile ha portato avanti un lavoro di formazione e di sperimentazione, coniugando tra loro arte, musica e teatro, suscitando l’interesse e il consenso di migliaia di cittadini, soprattutto giovani. La stagione dei vent’anni si articola in due parti distinte, e si svolgerà nell’arco di due stagioni teatrali, per ripercorrere idealmente il percorso progettuale, produttivo e formativo, intrapreso da Nino Campisi nel 1998 con la fondazione del Teatro del Navile - Spazio Arte, un percorso che ha tenacemente perseguito l’obiettivo di unire la formazione teatrale e musicale e l’insegnamento della comunicazione e della recitazione a una concreta progettualità scenica, innovando fortemente il panorama culturale di Bologna. La prima parte, si svolgerà da ottobre 2017 a maggio 2018, la seconda parte da ottobre a dicembre 2018. Il cartellone della stagione dei vent'anni sarà presentato in conferenza stampa mercoledì 11 ottobre alle ore 11,30 al Teatro del Navile. Nella foto: Esperpento, Linda Scala, 2013
Il Teatro del Navile-Spazio Arte compie vent'anni content media
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Teatro del Navile
Redazione
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28 lug 2017
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Con la produzione in Italia del B.O.A FESTIVAL di San Francisco (Bay One –Acts Festival), nel maggio del 2003, il Teatro del Navile di Bologna si è fatto carico di una iniziativa internazionale senza precedenti, un importante passo verso la promozione e presentazione di nuovi testi teatrali pensati per la scena, testi che riguardano espressamente l’attualità e la contemporaneità con l’intento di dare impulso alla giovane drammaturgia. Con il B.O.A FESTIVAL in Italia il Teatro del Navile ha riconfermato così la sua vocazione alla drammaturgia contemporanea e nel contempo ha avviato un confronto con un modo di lavorare e di intendere il teatro, quello della scena californiana, e di San Francisco in particolare, con l'intento di trarre indicazioni e suggestioni e trovare nuovi punti di riferimento. Durante lo svolgimento del primo B.O.A Festival in Italia, il Teatro del Navile ha ospitato 4 rappresentanti del B.O.A Festival di San Francisco ( Richard Bernier, Leslie McNicol, Maureeen McGuigan e Lynn Snyder). In nove giornate di rappresentazione alla presenza di un pubblico selezionato, critici, autori teatrali e addetti ai lavori hanno assistito con interesse allo svolgimento del B.O.A festival in Italia, che è stato recensito sulla stampa locale, quotidiani e settimanali, nelle radio e sui siti italiani di teatro. Il successo del B.O.A Festival in Italia, negli anni che vanno dal 2003 al 2006, testimonia la vitalità, l'attualità e l'importanza delle scelte culturali del Teatro del Navile. Quel lavoro ha dato tanti buoni frutti, e chi sa guardare ai fatti e alla storia noterà come abbia cambiato positivamente il panorama culturale di Bologna. "Il B.O.A Festival di San Francisco nasce dall’incontro di tre personalità artistiche, Dawson Moore, regista e scrittore proveniente dall’Alaska; Aoise Stratford, scrittrice e direttrice di scena australiana; Richard Bernier, produttore e scrittore di San Francisco. Il BOA Festival si propone espressamente di valorizzare sulla scena i nuovi talenti emergenti nel campo della scrittura teatrale, soprattuto giovani autori. B.O.A sta per Bay-area One Acts, cioè Atti Unici nella Baia di San Francisco, un territorio che ospita circa sei milioni di abitanti. Il Teatro del Navile raccoglie la proposta di acquisire i diritti per la messa in scena degli atti unici, tradurli e metterli in scena in Italia con attori e registi italiani in pieno accordo con Three Wise Monkeys ed Enrico Maria Rinaldi, Agente e promotore del Festival in Europa, e in collaborazione con Teatro Perché - Compagnia d’Arte, garantendo la salvaguardia dei principi organizzativi, produttivi e soprattutto delle finalità del progetto. Il B.O.A. festival approda a Bologna per la prima volta in EUROPA sotto la direzione artistica di Nino Campisi ed Enrico Maria Rinaldi - e si svoge dal 9 al 25 Maggio 2003 sul palcoscenico del Teatro del Navile (aderente a Bologna dei Teatri, circa 50 posti, già conosciuto per la sua produzione di nuove proposte). Il B.O.A Festival in Italia presenterà in prima assoluta in Europa 10 autori (Alan Fitch, Aoise Stratford, George McKibbens, Maureen McGuigan, Lynn Snyder, Donna Trousdale, Ed Brownson, Katy Brown, Dawson Moore, Clark Morgan) con un cast di otto compagnie (Teatro del Larice, Piccoli Trasporti Teatrali, Gli amici di Louis, Compagnia Teatro del Navile, Teatro Perché, Compagnia Art/Impropongo, Giovani Attori Squinternati, Compagnia Art),35 attori (Camillo Fabiani , Tommaso Ronda, Eugenio Maria Bortolini, Marco Iaboli, Ilaria Gualtieri, William Melloni, Davide Salice, William Strali, Beatrice Zamboni, Antonio Orsi, Pablo Teillier, Simonetta Venturini, Francesca Bianchi, Ivan Giglio, Elena De Stefano, Fabio Gaccioli, Luca Malagoli, Alessandra Silipo, Matteo Cotugno, Annarita Fiorentini, Francesca Baboni, Giorgia Bertolini, Roberto Rocchi, Mario Stefanini, Giovanni De Luca, Maria Di Biase, Viviana Miele, Francesco Orlotti, Salvatore Panico, Cecilia Petronella, Valeria Barreca, Filippo Farina, Marco Maccieri, Giovanni Rossi, Alessandro Fanti) e 8 registi (Massimo Manini, Marco Iaboli, Matteo Cotugno, Angela Baviera, Raffaella Gennamari, Emilio Toscana, Nino Campisi, Domenico Ammendola), 12 scenografi del Corso Sperimentale in Progettazione per lo Spettacolo dell’Accademia di Belle Arti di Bologna coordinati da Mario Brattella e Marinella Galletti (Pamela Battistessa, Natalia Mazer, Eva Bruno, Claudia Salomoni, Fulvia Leonardi , Giosiana Giuliani, Chiara Casarini, Chiara Pedrazzoli, Laura Antonelli, Emanuele D’Antonio, Leonardo Panni), una costumista (l’Architetto Maura Mussini), un tecnico luci (Paola Perrone)." TEATRO DEL NAVILE - Bologna, maggio 2003. Rassegna stampa B.O.A Italia Festival - 2003 - 2009 Galleria Fotografica - Prima Edizione 2003
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Redazione
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28 lug 2017
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Fin dal 1998, anno di inaugurazione, la Scuola di Teatro diretta Nino Campisi ha sede al Teatro del Navile, il teatro più centrale di Bologna, adiacente a Piazza Maggiore, luogo storico della città, già cenacolo artistico negli anni sessanta e settanta. Prima sede del circolo lirico e della Buca Genasi, poi della galleria d’arte Il Caminetto, nel 1998 lo storico spazio è stato trasformato in teatro da Nino Campisi che ne ha rafforzato la vocazione di fucina di cultura indipendente con rappresentazioni teatrali, esposizioni di opere di giovani artisti, corsi di teatro e di evoluzione personale, presentazioni di libri e conferenze. Nella foto: Una scena di "Luci e ombre della ribalta" di Jean-Paul Alègre, regia di Nino Campisi. Teatro del Navile, 16 novembre 2007. Foto di Roberta Fiorito.
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28 lug 2017
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Nel 1998 Nino Campisi e Lucio Dalla inaugurano a Bologna un nuovo spazio teatrale dedicato alla formazione e alla scoperta di giovani talenti.  Nel 1999, con la rassegna “Musica in Teatro”, il Teatro del Navile inizia una collaborazione ufficiale con la Pressing e i giovani autori della scuderia di Lucio Dalla e in pochi anni diventa luogo ideale per la formazione di cantanti e giovani talenti teatrali. Alla Scuola di Teatro diretta da Nino Campisi si formano i più stretti collaboratori di Lucio, Marcello Balestra, Carolina Balboni, Paolo Piermattei e Marco Alemanno. Da allora e fino alla scomparsa del grande cantautore, il Teatro del Navile ha ospitato i migliori talenti del panorama musicale bolognese. E non solo. Come Eugenio Bennato, "Marta sui Tubi", Paolo Piermattei, Gabriel Zagni,"Lo stato sociale", Roberta Giallo, Marco Sbarbati. Con le rassegne "Musica in Teatro" (ideata da Nino Campisi e Marcello Balestra in collaborazione con la Pressing Line), "Maledetti i poeti", (ideata da Lucio Dalla), "Vox Poetica" (ideata da Marco Alemanno e patrocinata da Lucio Dalla), e il Corso di Canto condotto da Paolo Piermattei il palcoscenico del Teatro del Navile diventa una vera e propria fucina per nuovi progetti e la ribalta per una nuova generazione di cantautori e interpreti. Ed è in questa atmosfera creativa che nasce “La strada e la stella” di Dalla-Piermattei, pubblicata nel 2001 nell’album “Luna matana”. Nel 2002 Paolo Piermattei entra a far parte dello staff della Pressing Line di Lucio Dalla come responsabile editoriale e “talent scout”, mentre Marcello Balestra andrà a ricoprire il ruolo di Direttore Artistico della Warner Music Italia. ( E la nostra storia continua...)
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Redazione
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28 lug 2017
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Nino Campisi ha curato la regia di importanti opere di Harold Pinter, tra cui Tradimenti, Notte, I nani, Vecchi tempi, Il compleanno, L’amante, Un leggero malessere, Una serata fuori, Una specie di Alaska.  "I nani" (The dwarfs) è stato messo in scena da Nino Campisi in quattro diverse edizioni, nel 1992 e nel 1994 con debutto al Teatro Dehon di Bologna, e nel 1999 e nel 2011 al Teatro del Navile. “I nani” prende forma nel 1992 con gli allievi della Scuola di Teatro al Teatro Dehon: in scena Gianni Saturno, Stefano Perillo e Dario Zanotti. La seconda edizione dello spettacolo, nel 1994, che debutta in cartellone nella stagione del Teatro Dehon, è invece il frutto di una successiva elaborazione e di un adattamento originale del romanzo omonimo di Pinter, che chiarisce ulteriormente i rapporti tra i personaggi e vedrà in scena Virginia, donna contesa tra Pete e Mark, interpretata da Alessandra Cortesi. La terza edizione, nel 1999, vede in scena, insieme al protagonista Gianni Saturno, gli allievi-attori della nuova generazione formati al Teatro del Navile: Marcello Balestra, Matteo Cotugno e Raffaella Gennamari. La quarta edizione, nel 2011, vede in scena Federico Benedetti, Fabrizio Di Francescantonio e Fabio Garau. Note e appunti di regia "Fin dai tempi della mia formazione teatrale, quando ero studente all’Accademia Antoniana d’arte drammatica, ho amato e desiderato lavorare sui testi di Harold Pinter. Grazie all’amicizia e frequentazione con Giuseppe Liotta, poi Presidente dell’ANC (Associazione Nazionale dei Critici di Teatro), e alla comune passione per la drammaturgia contemporanea, ho avuto modo di conoscere questo autore che negli anni a venire è stato oggetto di una vera passione. Ancora studente, ero affascinato dall’atto unico “I nani” e dal personaggio di Len, dal tema dell’amicizia tradita e dalla perdita di identità del personaggio, dalla follia e dalla diversità che lo portano a una schizofrenia delirante. Questi sono solo alcuni dei temi che si possono individuare nell’opera. Ma ce ne sono altri. Pinter è stato un grande maestro per me studente  e attore, ma anche da regista mi ha dato la possibilità di penetrare nell’animo umano e di mettere a frutto i miei studi sulla comunicazione. Il mio lavoro su Harold Pinter coincide infatti con gli anni della mia seconda formazione che si concretizzerà, dal 1992 al 1997, in cinque anni di pratica all’Istituto Italiano di Programmazione Neurolinguistica. L’incontro con Gianni Fortunato, che nei primi anni ’80 introduce in Italia l’ipnosi ericsoniana e la programmazione neurolinguistica di Richard Bandler e John Grinder, cambierà profondamente il mio approccio al teatro e alla regia. E’ in quegli anni che nascono le mie regie su Pinter. Presentato nel 1960 come dramma radiofonico, l’atto unico “I nani” in realtà è un adattamento dell’omonimo romanzo giovanile scritto da Harold Pinter intorno agli anni cinquanta, romanzo quasi autobiografico che mette in scena le vicende di vita di quattro giovani, tre uomini, Len, Pete, Mark, e una donna, Virginia. Tuttavia nell’atto unico del 1960, il personaggio di Virginia, presente nel romanzo, viene omesso, togliendo alla storia un importante tassello sulla reale contesa tra Mark e Pete, che, lungi dall’essere una sfida intellettuale, assume i contorni del classico tradimento. Ciò non impedisce a Pinter di sviluppare attorno al personaggio di Len i temi della diversità, della schizofrenia, dell’amicizia tradita e della perdita di identità. "I nani" può essere considerata, come ha scritto Gianni Fortunato nella presentazione della prima edizione dello spettacolo, una grande metafora su una generazione in cerca di identità. Metafora che anticipa l’esplosione del ’68, dove l’urgenza creativa e di cambiamento spirituale di Len, troverà una risposta nella ribellione alle istituzioni." Nino Campisi (Nella foto: Gianni Saturno e Matteo Cotugno, Teatro del Navile 1999) Il teatro di Harold Pinter. 1992-2005. Le regie di Nino Campisi. Galleria fotografica
I nani di Harold Pinter - 1999 content media
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Teatro del Navile
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26 lug 2017
In Archivio - Produzioni
Il compleanno di Harold Pinter, con Giovanna Accame, Nino Campisi, Matteo Cotugno, Alessandro Fanti, Gian Luca Lai, Raffaella Gennamari, scene e costumi a cura di Maura Mussini, aiuto regia Marcello Balestra, regia di Nino Campisi. Premio per la miglior regia al Festival del Teatro Itinerante, Agrigento 1999. Foto gallery
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