B.07 Sacrificium Corpo isterico


B.07 Sacrificium Corpo isterico

Sabato 23 e domenica 24 marzo, Jurta Produzioni presenta B.07 Sacrificium-

Corpo isterico, con Francesca Martelli, Lorenza Guerra e Ilaria Troisio, regia e drammaturgia di Francesca Rossi.


Sacrificium è uno spettacolo sull’Isteria, un termine utilizzato nella psichiatria ottocentesca per indicare una tipologia di attacchi nevrotici molto intensi, di cui erano generalmente vittime soggetti femminili.


Il termine viene dal greco Hystera, utero.


Nell'antica Grecia la causa dei sintomi di questo tipo nelle donne veniva attribuita a uno spostamento dell'utero.


Nel Medioevo, con l'affermarsi del Cristianesimo e la sempre maggiore importanza data alla castità come virtù, l'isteria iniziò a essere trattata come manifestazione demoniaca, il risultato della nefasta alleanza della paziente con le forze maligne.


Come evidenziato da Sant'Agostino, i piaceri carnali e il “desiderio” sono intrinsecamente legati al male, sebbene sia sempre la volontà personale dell'individuo a scegliere il proprio orientamento.


Agostino mise a punto una serie di esorcismi, che probabilmente coinvolsero molti malati mentali: nei suoi scritti, tuttavia, l'isteria non viene mai nominata. Le teorie galeniche rimasero in vigore fino a Rinascimento inoltrato. Le isteriche divennero l'emblema stesso della stregoneria e come tale iniziarono a essere perseguitate e accusate delle peggiori nefandezze, spesso vittime della furia popolare e in seguito alle torture più crudeli inflitte dall'inquisizione o da improvvisati giudizi popolari, spesso arrivavano ad ammettere rapporti con il diavolo o patti segreti per diffondere epidemie, morte e carestie.


Con la bolla imperiale di Carlo Magno la “stregoneria e l'evocazione del maligno” vennero ufficialmente punite: stragi, torture e sevizie colpirono migliaia di innocenti, giovani donne, vedove, persino suore, che soffrivano di manifestazioni isteriche, tra queste Giovanna D’Arco.


Secondo il trattato latino “Malleus Maleficarum” (il martello delle malefiche, cioè delle streghe), le donne sono molto più inclini a essere possedute per loro stessa natura, "un animale imperfetto che inganna sempre”.


Nella versione tipica ottocentesca, l'isteria si manifestava con sintomi molto simili all'epilessia, paralisi degli arti, cecità momentanea, perdita di coscienza e della capacità di parlare.


Il neurologo francese Jean Martin Charcot la definì “istero-epilessia” perché i sintomi erano simili. I suoi studi sull’isteria e il suo trattamento con l’ipnosi, furono la base degli studi di Sigmund Freud.


Finito l'attacco, seguiva spesso una fase emozionale molto intensa, in cui il soggetto compiva azioni imprevedibili, il corpo si irrigidiva, gli occhi erano posti verso l’alto, le reazioni fisiche erano forti con urla spaventose ed esprimevano con poche parole o gesti sentimenti, molto profondi in uno stato semi-allucinatorio. I soggetti colpiti da attacchi di questo tipo erano donne di buona società.


Freud fondò buona parte delle sue teorie sullo studio di queste situazioni patologiche. Il metodo psicoanalitico tentò di capirne il meccanismo scatenante per mettere a punto una adeguata terapia.


Freud individuò le cause in un trauma infantile rimosso dalla persona, che grazie alla tecnica delle sedute di psicoanalisi poteva essere riportato alla coscienza e neutralizzato. Freud divenne famoso e cominciò ad avere prestigio e notorietà presso la classe dei neurologi dopo aver curato e pubblicato un suo caso clinico di una donna isterica portata a guarigione.


Nella produzione di Jurta, sono presenti tutti questi aspetti che vengono rappresentati attraverso azioni fisiche, video e il grande supporto musicale, alla ricerca di una elevata spiritualità, dell’ascetismo e di un corpo “sacrificato” “martoriato”, “flagellato”, scarno e sofferente che compirà grandi imprese.....in cui il desiderio è sacrificato!



Ingresso riservato ai soci: tessera € 1,00 – Biglietti: Intero €10,00

Biglietteria ore 20.30 - Inizio Spettacoli ore 21


Prenotazioni


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Image: Lucio Dalla in concerto, 29 giugno 1989 - © Marcello Di Benedetto